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LA GIARDIA

2022-10-25 14:21

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parassitologia,

LA GIARDIA

Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa.    La Giardiasi è estremamente diffusa nei cani e nei gatti

 

La Giardiasi è estremamente diffusa nei cani e nei gatti e può essere trasmessa anche all'uomo.

Giardia Duodenalis (Syn G. Lamblia, G. intestinalis) è un parassita, un protozoo flagellato presente nel tratto gastrointestinale della maggior parte dei mammiferi domestici e selvatici, incluso il cane, il gatto e l’uomo.
È quindi, un parassita che viene considerato ubiquitario che può essere presente senza che l’ospite presenti alcun sintomo.

Nei parchi, in città, nei prati il tuo animale può infettarsi con la Giardia, un parassita che si insedia nel suo intestino e si trasmette ad altri attraverso le feci.

Ciclo del Parassita
La trasmissione avviene in stato di cisti presenti in acque contaminate (pozze, stagni, sorgenti di acque non potabili) ma il parassita si diffonde soprattutto attraverso le feci degli animali contaminati. La Giardia viene assunta dall’animale tramite ingestione della forma di resistenza nell’ambiente esterno (forma cistica). Nel piccolo intestino, evolve alla forma vitale (trofozoita) e soprattutto nel duodeno vive, prolifera e, infine, si replica per poi ridiventare oociste che, una volta liberata nell’ambiente, è subito infestante e particolarmente resistente.

Non ha quindi bisogno di ospiti intermedi o lunghi periodi di prepatenza, caratteristiche che ne facilitano la persistenza nell’ambiente e ne ostacolano l’eradicazione.

Le oocisti sono sensibili solo al grande caldo e ambiente particolarmente asciutto.

Questo ci fa comprendere perché, spesso, facciamo fatica a eradicarla totalmente e, quindi, affrontiamo spesso recidive anche se cerchiamo di eliminarla dall’intestino.

Ambienti umidi, affollati, acque stagnanti, fognature sono l’habitat ideale per la Giardia che può rimanere infestate per mesi e anni.

 

Il numero di casi positivi in Italia è in forte aumento a causa dell'importazione di cuccioli che arrivano nel nostro paese ammalati e portatori di molte parassitosi.

 

I cani e i gatti contraggono l’infezione quando ingeriscono la forma cistica di questo parassita bevendo acqua e/o cibo contaminato, leccandosi il pelo se contaminato o venendo a contatto con feci contaminate presenti nell’ambiente.

Ma la presenza di oocisti nell’ambiente è estremamente diffusa ed è uno dei motivi di recidiva ai trattamenti volti alla sua completa eliminazione

In pratica, con la Giardia è bene imparare a convivere piuttosto che pensare di eliminarla

Quando è patogena?

Il parassita, nella forma di trofozoite, vive aderente alla parete del duodeno e digiuno, provocando danni e quindi segni clinici quando ci siano le condizioni predisponenti.
Non sono del tutto noti i meccanismi fisiopatologici della Giardia: potrebbe produrre tossine che innescano una reazione infiammatoria progressiva, oppure essere una semplice predisposizione soggettiva, o ancora, una maggior sensibilità del singolo alla presenza del parassita.

Diventa patogena con sintomi soprattutto nei pazienti giovani, in concomitanza di altri parassiti, virus, o altra patologia e nei soggetti con sistema immunitario immaturo.

 

Segni clinici

  • Diarrea
  • Malnutrizione
  • Dimagramento
  • Nausea
  • Abbattimento
  • Dimagrimento

 

Nel paziente adulto, difficilmente provoca segni clinici può diventare un problema solo quando ci sono degli eventi che, diminuendo le difese immunitarie del soggetto per terapie chemioterapiche o immunosoppressive e in concomitanza di altre patologie sia gastroenteriche che sistemiche.

 

Diagnosi

La diagnosi di Giardia non è complicata. Esistono diversi metodi per la sua ricerca:

.Esame a fresco delle feci – pone in evidenza nello striscio la presenza di trofozoiti (la forma adulta del parassita) facilmente visibili soprattutto in caso di peristalsi aumentata (diarrea).
Se si evidenziano nelle feci, significa che sono presenti in grande quantità nell’intestino che, espelle la forma cistica, altamente resistente nell’ambiente esterno.

.Flottazione con solfato di zinco (a basso peso specifico) – per la ricerca delle oocisti.
Da fare con raccolta delle feci a giorni alterni,

L'esame delle feci è una componente importante degli esami di routine sul benessere degli animali da compagnia. La sensibilità e la specificità degli esami fecali, tuttavia, sono influenzate dalle metodologie di preparazione dei campioni e dal livello di formazione ed esperienza del personale che legge i vetrini fecali.

Il sistema computerizzato individua, classifica e identifica le uova di parassiti che si trovano su vetrini microscopici fecali senza le influenze operatore dipendente con le tecniche convenzionali di flottazione fecale.

 

.Snap test – è il metodo più utilizzato grazie al quale vengono identificati antigeni del parassita

Cane trattato per Giardia rimane positivo: cosa fare?

Il fatto che un cane rimanga positivo a uno snap test per la Giardia è fatto del tutto normale.

Ecco perché non si deve considerare un problema.

L’errore risiede nel fatto che si valuti il risultato terapeutico con uno snap test,  strumento non idoneo alla valutazione!
Questa pratica è profondamente sbagliata.

Anche il CAPC valuta come non corretto l’utilizzo dello snap test per comprendere se il cane sia o meno guarito da Giardiasi.

Bisogna identificare la giardia e quindi si ricorre di nuovo alla flottazione.

.PCR – questo test è altamente sensibili e utile solo in condizioni epidemiologiche particolari, quando cioè, abbiamo la necessità di comprendere se c’è un potenziale zoonosico (per gli assemblaggi che possono rilevarsi sia nell’uomo che nel cane)

 

 

Il cane può attaccare la Giardia all’uomo?

sebbene non possa essere escluso, sono rarissimi i casi in cui il cane può infestare l’uomo

Esistono, infatti, diversi genotipi (denominati assemblaggi) di Giardia.
Quelli che si trovano più facilmente nel cane e gatto sono differenti da quelli che vivono nell’intestino dell’uomo.
Ci sono studi che hanno dimostrato che alcuni genotipi dell’uomo sono stati trovati anche nel cane.

Evitare che il cane beva da acque non potabili, pozze e sorgenti che potrebbero essere inquinate.

 

Il CAPC (Companion Animal Parasite Council) dichiara che non ci sono ad oggi registrate contaminazioni tra cane e gatto o viceversa, e che la contaminazione dell’uomo da parte del cane può essere considerato evento raro. (Fonte)

 

 

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